Conferenza nazionale 2004
Conferenza/Assemblea annuale nazionale 2004
Verso lo sviluppo sostenibile delle coste italiane.
Mitigazione dell’effetto serra e adattamento ai cambiamenti climatici

Provincia di Pescara, 28 Aprile 2004

Karl-Ludwig Schibel - Agire sulla base di insicurezza
Introduzione ai lavori di Dr. Karl-Ludwig Schibel, Coordinatore Allenza per il Clma Italia - Scaricabile

Il convegno di stamattina affronta un tema che consideriamo fondamentale - la gestione sostenibile delle coste italiane. Quali sono i processi in atto? Quali sono le possibili risposte?
A questo importante discorso sulla progettazione a medio termine - 15/20 anni - di una politica capace di futuro del territorio costiero vogliamo abbinare un altro discorso, quello sui cambiamenti climatici. Cambiamenti climatici che si stanno verificando a causa dell'aumento della concentrazione dei cosiddetti gas serra in atmosfera.
Non dirò niente sul primo discorso della protezione delle coste, sarò invece felice di ascoltare gli esperti che relazioneranno nel corso della mattinata per imparare. Le conversazioni che ho avuto con l'ing. Caputi e con il prof. De Girolamo se non altro mi hanno fatto capire la complessità di una materia della quale non mi intendo. Dirò poco sul secondo discorso, anche qui sono felice della presenza di esperti eminenti che da anni portano avanti, anzi definiscono con i loro contributi il dibattito. Vincenzo Ferrara, Fabrizio Antonioli e Domenico Gaudioso hanno tutti e tre contribuito al terzo Rapporto del Governo italiano alle Nazioni Unite sui Cambiamenti climatici, e definiscono con i loro lavori le riflessioni più avanzate sul tema in generale e nel bacino Mediterraneo nel particolare.
Invece voglio dedicare pochi minuti alla partenza di questa giornata per una riflessione sul carattere dei due discorsi e sul fatto che viaggiano finora largamente in parallelo con pochi punti di contatto.
Per le migliaia di ingegneri che lavorano in Italia sulla gestione e protezione delle coste i cambiamenti climatici non sono un tema, o almeno, se ho capito bene, non sono un tema che loro considerano parte integrale e rilevante del loro lavoro di progettazione ed esecuzione di opere. Il loro orizzonte temporale - il quale ha a che vedere con la durata delle opere in questione, con le aspettative dei committenti e con i dati scientifici a disposizione - si riferisce ai prossimi quindici, al massimo vent'anni. Gli interventi sono mirati alla risoluzione dei problemi attuali e a quelli dei prossimi anni. Quelli futuri vengono identificati e dimensionati con metodi più o meno sofisticati di estrapolazione sulla base di dati scientifici ottenuti da metodi più o meno precisi di misurazione e monitoraggio.
Il discorso sui cambiamenti climatici è di un carattere diverso. Si basa su probabilità e sulla discontinuità con il passato. L'ipotesi è che, con alta probabilità, ci saranno cambiamenti climatici che provocheranno effetti sul tempo, sul livello dei mari, sulle zone vegetazionali, sulla diffusione di malattie ed altro. Questi sviluppi non saranno lineari, neanche esponenziali, ma seguiranno logiche discontinue e imprevedibili proprio a causa di andamenti rapidi che non conoscono paralleli nella storia del pianeta. Le probabilità per cambiamenti drammatici del clima sono alte, ma non si tratta di sicurezza e il carattere preciso dei cambiamenti e i loro impatti sono imprevedibili - non per ragioni di mancanza dei dati, ma per ragioni sistematiche. Il carattere storicamente nuovo del problema al quale ci troviamo di fronte è proprio quello: il potenziale della minaccia che nasce dai cambiamenti climatici è immenso, gli impatti concreti sono imprevedibili. La certezza l'avremo solo in un momento quando sarà troppo tardi per reagire, probabilmente anche con misure di adattamento.

Quando avremo la certezza saremo oltre il punto di non ritorno. Ma questa conclusione è piena di falsa drammaticità fin quando non siamo in grado di delineare nel concreto come dobbiamo immaginare una politica responsabile di gestione del territorio, nel nostro caso delle coste costiere, una politica fattibile che unisca la mitigazione dell'effetto serra con l'adattamento ai cambiamenti climatici ormai in atto. La speranza sarebbe di raccogliere, nell'arco della mattinata dagli illustri relatori qui presenti, forse qualche elemento di una risposta alla domanda di come avvicinare le preoccupazioni sui cambiamenti climatici alla gestione quotidiana dei territori costieri italiani.


Vincenzo Ferrara - Il clima prossimo venturo - come cambierà il Mediterraneo: scenari ed impatti

Scaricabile la relazione di Vincenzo Ferrara


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