Conferenza/Assemblea Nazionale
Conferenza/Assemblea 2008
Fare clima locale - Verso Copenaghen e il secondo periodo di impegni: nuovi progetti, nuove prospettive
Alleanza per il Clima Italia - Comune di Reggio Emilia - Università degli Studi di Modena e Reggio Emilia
Reggio Emilia, 18 marzo 2008
Rapporto
Il titolo della conferenza, "Fare clima locale", riassume bene quello che è stato l’andamento della conferenza annuale 2008 dell’Alleanza per il Clima il 18 marzo a Reggio Emilia, una delle città italiane avanzate nella politica territoriale per un futuro sostenibile. È stata una giornata di ricognizione degli strumenti a disposizione per la mitigazione dei gas serra e l’adattamento ai cambiamenti climatici e di una riflessione comune sulle prospettive e opportunità di una loro applicazione diffusa negli enti locali e territoriali.
Perché di questo si tratta: uscire dal piccolo gruppo di comuni, province e regioni che da tempo pianificano le loro attività con la sostenibilità come variabile guida e rendere capaci più enti pubblici possibili di elaborare e attuare una strategia del clima. "Per quanto possiamo essere soddisfatti dei 1700 governi locali e territoriali che in Europa hanno aderito all’Alleanza per il Clima", ha sottolineato il coordinatore italiano Karl-Ludwig Schibel, "rimane vero che sono più di 24.000 gli enti pubblici solo in Olanda, Germania, Austria e Italia, i quattro paesi con più membri della nostra alleanza".
Di fronte ad una minaccia impellente con seri impatti immediati, come ha dimostrato Stefano Tibaldi dell’ARPA Emilia Romagna, la mancanza di una strategia del clima è un serio handicap per ogni comune, provincia e regione. Gotelind Alber, esperto della politica del clima, si è dimostrata convinta che tra tre, quattro anni nessun ente locale e territoriale potrà fare a meno di una strategia climatica. Con quali strumenti renderli capaci di ciò?
Un sistema di emission trading con la contabilizzazione delle emissioni a livello territoriale e regionale potrà essere uno strumento per motivare comuni, province e regioni ad intervenire nell’industria leggera, nell’edilizia, nei trasporti, nell’agricoltura e naturalmente in casa propria a favore dell’efficienza energetica e delle energie rinnovabili. Benoît Leguet ha presentato a tale proposito l’approccio elaborato dalla "Caisse des Depots" ed adottato dal governo francese mentre Giuseppe Gamba ha riferito su una sperimentazione del Kyoto Club di emission trading su base locale (comuni e province).
Anche i più ottimisti fautori del mercato come meccanismo di decarbonizzazione considerano lo scambio delle emissioni solo uno degli strumenti complementare ad interventi di incentivazione, regolamentazione e pianificazione. Giacomo Bizzarri ha presentato a tale proposito il piano energetico del Comune di Reggio Emilia, un piano dell’ultima generazione con variabili guida precise per ridurre, in sintonia con gli obiettivi dell’Unione Europea, il consumo energetico dell’1% l’anno.
Emerge dalla conferenza del 18 marzo come un compito di priorità strategica delle città, province, regioni attive contro i cambiamenti climatici, uno sforzo comune per allargare in modo deciso il campo di attori impegnati. Dalle reti - Alleanza per il Clima, Agende 21 Locali, Energie Cités, ICLEI, Nuovo Municipio, Kyoto Club ed altri - che sostengono gli enti in questo compito questi ultimi giustamente si aspettano, come hanno sottolineato diversi delegati, uno sforzo comune per mettere la politica del clima sull’agenda dei governi locali, territoriali e nazionale e dare a questo campo d’azione la visibilità che merita. Si delineano immense le dimensioni della sfida che gli enti locali e territoriali si troveranno davanti per la ristrutturazione del sistema di energia e di mobilità e per la pianificazione territoriale per rispondere agli impatti dei cambiamenti climatici sul territorio e ridurre le emissioni di gas serra. Gli strumenti sono a disposizione ed è responsabilità dell’importante gruppo di attori attivi muoversi insieme per attivare in Italia più comuni possibili per il clima.
Le relazioni della conferenza sono scaricabili sul sito www.climatealliance.it, su http://tv.unimore.it si può vedere la registrazione dell'evento.
Conferenza/Assemblea 2007
Comuni in tempi che cambiano - Qualità dell'aria nella Pianura Padana ed effetto serra
Comune di Verona – Assessorato alle Politiche Ambientali e Agenda 21
Alleanza per il Clima Italia
con il patrocinio del Ministero dell'Ambiente e della Tutela del Territorio e del Mare
Verona, 28 Febbraio 2007
Esistono interazioni fisiche ed economiche tra il controllo delle emissioni degli inquinanti atmosferici e la mitigazione dei gas serra. Un'analisi integrata dovrà servire per identificare delle misure concrete vantaggiose che contemporaneamente riducano i costi per la mitigazione dell'effetto serra e il controllo dell'inquinamento atmosferico. I costi delle politiche per il miglioramento della qualità dell’aria diminuirebbero significativamente con una strategia climatica.
La Commissione Europea ha dimostrato in una valutazione preliminare che nel 2020 gli obiettivi della strategia climatica per l'inquinamento atmosferico potrebbero essere realizzati senza costi aggiuntivi e viceversa i costi delle politiche per la riduzione dei gas serra potrebbero diminuire puntando a degli obiettivi sanitari specifici.
Il risparmio dei costi è immediato, "soldi veri" risparmiati dagli stessi attori che dovranno investire nella mitigazione se non agiscono adesso. L'integrazione tra le politiche per il clima e quelle per la qualità dell'aria sicuramente si intensificherà in futuro. L'Alleanza per il Clima promuove questo processo attraverso l'elaborazione di politiche che integrino entrambe le aree d'azione in una strategia climatica comprensiva.
La conferenza presenterà lo stato dell'arte nella lotta all'inquinamento atmosferico negli ambiti urbani e nella mitigazione dell'effetto serra e rivolgerà una particolare attenzione alla definizione e attuazione di un campo comune d'azione.
La giornata di studio si rivolge ad amministratori e tecnici degli enti pubblici locali e territoriali, ad esperti, cittadine e cittadini interessati.
Conferenza/Assemblea 2005
Il ruolo dell'agricoltura tra mitigazione e adattamento - Kyoto e una politica agraria del clima
PROVINCIA DI ROMA - Assessorato alle Politiche dell’Agricoltura, dell’Ambiente e Protezione Civile
ALLEANZA PER IL CLIMA ITALIA ONLUS
Roma, 9 giugno 2005
I cambiamenti climatici sono in atto, la causa è la crescita della concentrazione dei gas serra nell'atmosfera terrestre.
Una parte di questi gas climalteranti, circa il 10%, proviene dall'agricoltura. Ma l'agricoltura, più che protagonista, è anche
vittima dei cambiamenti climatici: lo spostamento delle zone vegetazionali e l'aumento degli andamenti meteorologici estremi avranno profondi impatti negativi. L'agricoltura quindi è parte del problema, potrà e dovrà diventare parte della soluzione.
La giornata di studio voluta dalla Provincia di Roma e dall'Alleanza per il Clima inquadrerà gli aspetti scientifici e politici del rapporto agricoltura - cambiamenti climatici individuando i potenziali di un ruolo attivo del settore dopo l'entrata in vigore nel febbraio di quest'anno del Protocollo di Kyoto.
Poiché i cambiamenti climatici saranno inevitabili e infrenabili, vista l'inerzia del sistema climatico, l'agricoltura in Italia dovrà trovare nei prossimi decenni strategie di adattamento.
Nell'agricoltura però esiste anche un particolare potenziale per la mitigazione dell'effetto serra. Due campi d'azione privilegiati in quest'ambito sono la conversione all'agricoltura biologica e l'uso della biomassa per scopi energetici.
La salvaguardia del clima, quali opportunità offre per un'agricoltura capace di futuro? Esiste un terreno comune di
mitigazione e adattamento? Quali obiettivi strategici si possono individuare che diano un futuro agli operatori nel settore, alla loro base naturale, cioè il suolo e il clima?
La giornata di studio si rivolge ad amministratori e tecnici degli enti pubblici territoriali e locali impegnati nei settori
dell'agricoltura, dell'energia e della pianificazione territoriale, nonché ad esperti e cittadini interessati.
Conferenza/Assemblea 2004
Mitigazione dell'effetto serra e adattamento ai cambiamenti climatici. Verso lo sviluppo sostenibile delle coste italiane
Provincia di Pescara e Alleanza per il Clima Italia
Pescara, 28 aprile 2004
I segnali del cambiamento climatico si fanno, ogni giorno, più evidenti e si manifestano in tutta la loro violenza e drammaticità. Quelli che ci venivano mostrati come scenari futuri dai più autorevoli studiosi mondiali, sono invece una realtà, oggi.
Secondo uno studio curato dall'ENEA per conto del Ministero dell'Ambiente, in Italia i cambiamenti climatici avranno l'effetto di accentuare e amplificare i rischi già determinati dall'urbanizzazione, dalla produzione industriale, dalla pesca, dal turismo, dai trasporti marittimi ed altre attività umane. Tra le conseguenze dell'effetto serra (scioglimento dei ghiacci, precipitazioni in aumento nell'emisfero Nord e crescita della siccità in quello Sud, estremizzazione degli eventi meteorologici) quella che produrrà maggiori danni in Italia è l'innalzamento del livello del mare. Si legge sul citato studio che l'area mediterranea è "tra quelle mondiali a più alta vulnerabilità in termini di perdita di zone umide e in particolare degli ecosistemi e della biodiversità marino-costiera".
Le coste basse saranno maggiormente esposte alle inondazioni in caso di eventi meteorologici estremi, aumenteranno le probabilità di straripamenti e di alluvioni a causa del difficile deflusso dei fiumi nel mare. L'erosione accelerata delle coste comporterà la perdita di notevoli estensioni di spiaggia oltre al danneggiamento di strutture turistiche ed abitative adiacenti o costruite sulle spiagge stesse. Altro grosso pericolo in agguato è l'invasione di acqua salata nelle falde acquifere presenti lungo le coste che potrebbero avere conseguenze sull'agricoltura e sulla disponibilità di acqua dolce.
Finora la politica della salvaguardia del clima ha giustamente puntato sulle misure di mitigazione. Nella Convenzione Quadro sui Cambiamenti Climatici di Rio del '92 si legge: "Le parti dovrebbero proteggere il sistema climatico per il beneficio delle generazioni presenti e future dell'umanità sulla base dell'equità e in concordanza con le loro responsabilità comuni, ma differenziate sulle loro rispettive capacità.
I paesi sviluppati, quindi, devono prendere la guida nella lotta ai cambiamenti climatici e ai suoi effetti avversi", nella speranza di poter ancora evitare le conseguenze dell'effetto serra.
Il documento, tutt'oggi base della politica mondiale contro l'effetto serra, pone l'enfasi in prima linea sulla lotta ai cambiamenti climatici, cioè sulla riduzione dei gas serra in atmosfera nei paesi sviluppati e solo in seconda linea sulla difesa dagli effetti.
Oggi, non possiamo più nutrire la speranza di prevenire in modo assoluto i cambiamenti climatici: sono in atto sotto i nostri occhi.
Si sta facendo strada in modo preponderante - e soprattutto fuorviante - il tema dell'adattamento come soluzione ai cambiamenti in atto. Alcuni addirittura pensano di concentrare esclusivamente su queste misure la soluzione. La priorità deve rimanere quella delle misure di mitigazione per la riduzione dei gas serra che di sicuro devono essere affiancate da misure di prevenzione e difesa del territorio.
Sviluppare quindi una politica responsabile del clima che integri misure di prevenzione e difesa con quelle di adattamento ai cambiamenti climatici, ovvero programmi di uso del suolo e le tecnologie per minimizzare gli impatti dell'aumento di temperatura.
La giornata di studio presenterà lo stato dell'arte delle ricerche sui cambiamenti climatici e sulle dinamiche di trasformazione delle fasce costiere dell'Italia nel panorama delle misure di mitigazione e adattamento da attuare a livello locale e territoriale.
La Provincia di Pescara e l'Alleanza per il Clima invitano amministratori, dirigenti e tecnici degli uffici ambientali e territoriali degli enti locali, esperti e cittadini interessati.