NARNI

Approvato il Regolamento sui Beni Comuni Urbani

Il 7 Ottobre 2014 è stato il Comune di Narni ad approvareNarni-Stemma il “Regolamento sulla collaborazione tra cittadini e amministrazione per la cura e la rigenerazione dei beni comuni urbani”. Si tratta di un testo che raccoglie un insieme di regole che rivisitano le dinamiche. È un’applicazione concreta del principio costituzionale di sussidiarietà, elaborata dalla direzione scientifica di Labsus, che già da qualche anno viene condivisa da molti amministratori locali e cittadini attivi. È interessante capire le motivazioni che hanno indotto il Comune di Narni a compiere questo cambiamento, aprendo le porte ai cittadini.
Il responsabile alle politiche ambientali Alfonso Morelli, ha raccontato più volte, che il territorio narnese è già denso di esperienze derivanti da gruppi e associazioni che lavorano in maniera volontaria per il bene della città e soprattutto prendendosi cura degli spazi pubblici.
Negli ultimi anni c’è stata un rafforzamento notevole anche della rete di centri civici nelle frazioni. Questo processo portato avanti con l’Associazione LABSUS è stata l’occasione per costruire un buon terreno su cui lavorare insieme ai cittadini in lungimiranza di collaborazioni future. Da qui il passo verso l’approfondimento di un Regolamento che l’amministrazione narnese ha accolto per rilanciare il mondo del volontariato e rafforzare la fiducia tra istituzioni e cittadinanza.
Il punto focale per la Città di Narni non è rappresentato dalla condivisione del regolamento di per sé, ma che questo sia un punto di partenza verso il raggiungimento di obiettivi concreti. La città di Narni intende associare il Regolamento sui beni comuni a iniziative che possano andare a migliorare il sistema e affrontare il tema ecologico, primo su tutti. Attraverso la rete dei centri civici, il comune si auspica che ognuno di questi possa specializzarsi in un alabsusmbito particolare e differente l’uno dall’altro. L’idea è stata ampiamente condivisa. Se si considera che il territorio del comune di Narni è un’area abbastanza vasta che conta 18 frazioni, il decentramento partecipato diventa fondamentale.
Ricordiamo che LABSUS è un laboratorio sulla sussidiarietà, finalizzato ad un maggiore coinvolgimento dei cittadini, beneficiari di misure di sostegno al reddito, in attività di cura e riqualificazione della propria città.
Per maggiori informazioni, visitare www.labsus.org

Una vera città della condivisione

useitA Narni l’intenzione è di passare dall’ottica individualistica a quella basata sulla condivisione. La città è impegnata a sensibilizzare il proprio territorio senza continuare ad acquistare beni e servizi monouso in eccesso. Il comune di Narni ha recentemente promosso una nuova iniziativa per il proprio territorio e l’obiettivo che intende portare avanti è sensibilizzare i propri cittadini alla pratica della condivisione. Si tratta del nuovo portale USEIT: una piattaforma di condivisione di beni, servizi, case e spazi tra privati che restituisce il valore a beni e competenze qualora queste rimanessero inutilizzate.
Prendendo a noleggio sul portale si risparmia, dato che non si compra e si usa il bene solo per il tempo necessario. Con USEIT si dà il corretto valore all’uso piuttosto che al possesso: il possesso è un mezzo mentre l’utilizzo è il fine. Il portale è online dal 30 gennaio scorso e rappresenta un aspetto dell’ampio fenomeno della sharing economy.
Per maggiori informazioni, visitare www.comune.narni.tr.it

Progetto SOLIDO: pubblicati i risultati dello studio di fattibilità

raccolta-alimentareSOLIDO è un progetto che nasce su iniziativa del Comune di Narni insieme alla Cooperativa Sociale Babele di Corciano (PG) che grazie al sostegno della Regione Umbria hanno attivato nel territorio corcianese il servizio “Dispensa Solidale” per la raccolta e distribuzione di panieri verso soggetti in difficoltà, riuscendo a coprire le esigenze di circa 40 famiglie. Solido è un progetto sperimentale in Umbria che ha iniziato la sua attività mappando le eccedenze alimentari negli esercizi commerciali e nella ristorazione. L’obiettivo da raggiungere è mettere insieme una stima abbastanza precisa degli alimenti confezionati che nel territorio ogni giorni finiscono nella spazzatura e con l’aiuto di un’organizzazione mirata, possono essere destinati alle famiglie in condizioni più precarie.
Al progetto possono aderire donando le proprie eccedenze alimentari, la piccola e media distribuzione, DGO, ristoranti, mense pubbliche e private. In cambio questi riceveranno benefici fiscali (come sgravi IRES e IVA) e un bollino di qualità da apporre presso la propria attività.
Per approfondimenti e scaricare lo studio di fattibilità completo visitare, www.narnirifiutizero.wordpress.com