Il nuovo Patto dei Sindaci per il Clima e l’Energia a Ecomondo

Intervista a Pirita Lindholm, Climate Alliance e Patto dei Sindaci

Pirita LindholmLa Conferenza/cerimonia del Premio A+CoM dal tema “Gli Enti locali, il Governo nazionale, il Patto dei Sindaci e la COP 21” vedrà un intervento di Pirita Lindholm sul futuro delle politiche climatiche europee. Dal 2007 direttore dell’ufficio di Bruxelles di Alleanza per il Clima Pirita Lindholm non è solo ben informata sulla politica climatica europea, ma anche un player attivo nei dibattiti in corso a livello europeo e oltre.

D.: Il Patto dei Sindaci è, come saprà, un’iniziativa di enorme successo in Italia. Pochi giorni fa è stato lanciato Il nuovo Patto dei Sindaci per il Clima e l’Energia che entrerà in vigore il mese di novembre. Perché lanciare qualcosa di nuovo, quando il modello esistente ha funzionato così bene?
P.L. : Il nucleo del Patto dei Sindaci – un accordo volontario tra la Commissione e i governi locali europei – rimane lo stesso. Tuttavia, il contesto della politica europea è cambiato con il Pacchetto Clima-Energia 2030, con l’Unione dell’Energia della Commissione Juncker, nonché con la Strategia europea di adattamento.
Al centro del Patto dei Sindaci ci sono le azioni locali integrate per il clima a lungo termine, e questo richiede già oggi una prospettiva al di là del 2020. I nuovi elementi dell’iniziativa sono: una visione a lungo termine per il 2050, un obiettivo concreto di riduzione delle emissioni di CO2 per il 2030, il rafforzamento dei legami tra il Patto e Mayors Adapt e infine l’estensione dell’iniziativa a livello globale.

D.: Quali sono gli effetti concreti per il livello locale?
P.L.: I due nuovi elementi che avranno un impatto sui nuovi firmatari del Patto sono: l’obiettivo di riduzione di almeno il 40% delle emissioni di CO2 entro il 2030 e l’integrazione di mitigazione e adattamento. Queste novità faranno si che si estenderanno sia l’orizzonte temporale dei piani d’azione che la loro portata, che dovrà anche integrare le misure di adattamento. Oltre a prendere azioni ambiziose di mitigazione, l’obiettivo è quello di incoraggiare e sostenere i governi locali ad adottare un approccio più integrato e agire sull’adattamento climatico.

D.: Non potrebbe essere un po’ pesante per le amministrazioni locali la riduzione del 40% delle emissioni di CO2 entro il 2030? E il dover collegare mitigazione e adattamento in modo così forte? Non ha paura che questo potrebbe scoraggiare alcune città ad aderire?
P.L. .: Se come città vogliamo fare la differenza nella lotta contro il cambiamento climatico, dobbiamo accelerare la decarbonizzazione nei nostri territori. Questo è l’unico modo per mantenere l’obiettivo dei 2°C. Ma non è solo una questione di politica di mitigazione del clima. Abbiamo bisogno di una visione condivisa per il dopo-2020 anche per rafforzare le capacità locali di adattarsi agli impatti dei cambiamenti climatici che purtroppo molto probabilmente si faranno sentire nei prossimi anni, soprattutto nella regione del Mediterraneo. Quindi sì, mitigazione e adattamento devono andare insieme. A mio avviso, un sindaco che oggi non spinge l’efficienza energetica e le energie rinnovabili nel suo territorio, non è all’altezza della sua responsabilità di garantire un approvvigionamento energetico sicuro, economico e sostenibile per i suoi cittadini.

D.: Che cosa vi aspettate dall’espansione a livello globale del Patto dei Sindaci? Certamente non si immagina di estendere semplicemente quello esistente al resto del mondo?
P.L.: Il grande passo in avanti che molto probabilmente vedremo a Parigi, a prescindere dal livello di ambizione degli accordi che sarà deciso tra poche settimane, è il riconoscimento da tutte le parti che ogni paese ha l’obbligo di dare un contributo per ridurre le emissioni di gas serra. Gli impegni degli Stati nazionali, gli “Intended Nationally Determined Contributions” – INDCs – stanno arrivando. Gli impegni e le azioni dei governi locali sono di estrema importanza nel raggiungimento di quei INDCs. Quest’anno è anche più che mai prima in evidenza il ruolo di primo piano degli attori non statali, comprese le città, nel processo internazionale.
Il Patto dei Sindaci sta offrendo ai governi locali in tutto il mondo la sua esperienza nelle politiche climatiche ed energetiche locali in modo che possano assumere come attori chiave la loro parte di responsabilità. Quale forma concreta il Patto prenderà in diverse parti del mondo, viene discusso e sviluppato in questi mesi con i nostri partner in diversi continenti. L’obiettivo è quello di condividere le visioni, know-how, esperienze e risultati nel Patto Globale internazionale tra uguali.

D.: Si può già dire qualcosa circa i continenti o paesi che avete raggiunto?
P.L..: In realtà il Patto dei Sindaci ha già firmatari in oltre 50 paesi e ci sono uffici di supporto nei paesi limitrofi sia nell’Est che nel Sud. Inoltre, sta per nascere proprio in questo periodo il Patto dei Sindaci in Africa.

La partecipazione alla conferenza/premiazione è gratuita. Si richiede però l’iscrizione con un’email a coordinamento@climatealliance.it
Il programma è disponibile qui.

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