I cambiamenti climatici una bufala, se solo fosse vero

È sempre un grande piacere dare il benvenuto a nuovi membri nell’Alleanza per il Clima, la rete più grande di enti locali che affrontano attivamente i cambiamenti climatici con misure di mitigazione e adattamento. Purtroppo ogni tanto tocca anche salutare dei membri che decidono di uscire dall’associazione europea. In questi giorni un Consiglio comunale in Italia ha deliberato all’unanimità di «risolvere il rapporto associativo con Alleanza per il Clima», «preso atto che il clima non si riscalda più da 15 anni». A sostegno di questa affermazione la delibera cita il settimanale tedesco Der Spiegel dello scorso 17 giugno che pubblica un’intervista al climatologo Hans von Storch. Non sappiamo, dice Storch, perché la crescita della temperatura media globale negli ultimi 15 anni ha fatto una pausa. Secondo lui «siamo di fronte a un enigma.»

Quanto sarebbe bello se rimanesse confermato che la crescita della temperatura media globale sta facendo una pausa! Ne avremmo urgentemente bisogno vista la lentezza con la quale cresce la curva di apprendimento di quella che continua ad essere la minaccia più grave di questo secolo. Perché anche Storch conferma che questa pausa non significa che il problema non esiste, invece aumentano le chance che «il tempo sarà sufficiente per prepararsi ai cambiamenti climatici.» Il consenso dei climatologi rimane compatto sui cambiamenti climatici in atto e se negli ultimi anni l’aumento degli eventi meteorologici estremi, dei periodi di siccità in alcune zone e delle precipitazioni violente in altre si fossero attenuati – sarebbe un grande sollievo. Finora la dinamica era quella opposta, l’andamento reale dei cambiamenti climatici era più rapida delle previsioni degli studiosi e l’avanzamento dei fenomeni più marcato della presa di coscienza sul problema nella comunità globale.

Ci sono due ragioni per un cauto ottimismo nella questione climatica. La prima: nell’arco di due decenni o meno la crisi ecologica è entrata nella consapevolezza pubblica in tutto il mondo. Si potrebbe dire che il problema dei cambiamenti climatici è stato l’occasione per la costituzione di un’opinione pubblica e di un discorso pubblico mondiale che in questa forma non è mai esistito prima. Con rallentamenti pericolosi, passi troppo piccoli in avanti, rimane vero che l’effetto serra è sull’agenda della comunità mondiale ai vari livelli, che sta procedendo proprio perché deve affrontare un problema comune che può solo essere risolto con uno sforzo comune.

La seconda ragione per non disperare di fronte alla crisi ecologica della nostra epoca: qualcosa sta succedendo. Quando sono nate le prime organizzazioni per combattere l’effetto serra, come l’Alleanza per il Clima i 12 comuni che vi aderirono nel 1990 sembravano piuttosto esotici. Oggi l’Alleanza per il Clima conta 1700 comuni in Europa, il Patto dei Sindaci della Commissione europea è stato firmato da quasi 5000 comuni e una strategia del clima a livello comunale ormai fa parte dell’agire quotidiano di sempre più enti locali in Europa.

Ben venga se l’andamento dei cambiamenti climatici dovesse progredire più lentamente del previsto. Avremo molto bisogno del tempo guadagnato – se ci dovesse essere – per attuare la trasformazione profonda dei nostri modi di produrre e di consumare verso un’economia e una vita post-fossile. Rimaniamo convinti che fare rete, scambiare esperienze, fare sentire la propria voce verso i governi nazionali e le istituzioni europee è parte indispensabile di questa politica locale del clima.

Consultazione 2015 sul Cambiamento Climatico Globale

Nel mese di marzo 2013 la Commissione europea ha avviato un dibattito pubblico sul nuovo accordo internazionale per combattere i cambiamenti climatici, a seguito del documento di consultazione adottato. In un momento cruciale per il ruolo degli enti locali come motore per una svolta nei negoziati internazionali, Alleanza per il Clima sostiene attivamente l’Unione europea nelle trattative che dovrebbero portare a un accordo ambizioso ed efficace a Parigi nel 2015.

Durante l’ultimo turno di negoziati delle Nazioni Unite sul clima, tenutosi a Bonn, un nuovo rapporto, pubblicato dal “Climate Action Tracker” il 12 Giugno 2013, afferma che è assai poco probabile che in questo momento i governi possano mantenere gli impegni presi a Copenaghen, per non parlare dell’essere in grado di mantenere il riscaldamento globale al di sotto dei 2 gradi Celsius. Appena due giorni prima della pubblicazione del rapporto, l’Agenzia Internazionale per l’Energia ha lanciato l’allarme che nel 2012 le emissioni sono aumentate dell’1,4%, anche se sono giunti alcuni segnali incoraggianti dagli Stati Uniti e dalla Cina, i principali produttori di emissioni del mondo. Questo offre un segnale positivo e sottolinea la necessità per l’UE di essere molto preparata nei negoziati internazionali con obiettivi nuovi, impegni irrevocabili e ambiziose politiche di mitigazione.

Alleanza per il Clima è convinta che il pacchetto Clima-Energia al 2030 sia fondamentale e debba riflettere le ambizioni necessarie affinché l’Europa possa mantenere il suo ruolo di precursore nei negoziati internazionali. L’entusiasmo e l’impegno delle autorità locali europee dovrebbero essere usati come un esempio per fissare politiche energetiche e del clima ambiziose, anche a livello internazionale. Sulla scia del successo delle iniziative del Patto dei sindaci, gli esempi europei costituiscono la prova tangibile che questo modello è realizzabile a livello europeo e che può anche essere replicato altrove, al fine di mantenere il riscaldamento globale al di sotto dei 2 gradi.

L’ampia strategia di adattamento a livello dell’UE presenta delle sfide, ma purtroppo non è ancora largamente considerata come una parte importante della politica climatica e non è integrata nelle necessarie procedure regolamentari. Inoltre un’azione più ambiziosa in materia di mitigazione adesso sarà in grado di abbassare i costi di adattamento in un prossimo futuro. A livello comunitario il sistema di scambio di emissioni dell’UE (ETS) potrebbe essere uno strumento utile e, se funziona in modo adeguato, può supportare notevolmente la riduzione di emissioni di CO2. In ogni caso, devono essere analizzati anche altri mezzi e strumenti per la riduzione delle emissioni di CO2 e devono essere affrontati anche settori che non appartengono a questo sistema (ETS), quali quello del trasporto e dell’edilizia.

Per ulteriori informazioni

Risposta dell’Alleanza per il Clima alla consultazione pubblica “Progettare la consultazione 2015 sul Cambiamento Climatico Globale”

Intelligent Energy in Horizon 2020

I leader europei hanno trovato un accordo sul nuovo budget in seguito alle complesse trattative degli ultimi mesi, che avevano al centro la bozza del quadro finanziario pluriennale 2014-2020. L’accordo è stato raggiunto tra la presidenza irlandese e i rappresentanti del Parlamento Europeo e della Commissione, il 27 giugno scorso, confermando il tetto di spesa stabilito l’8 febbraio dal Consiglio Europeo. Questo significa che l’Unione Europea sarà in grado di spendere fino a 959.99 miliardi di euro per i prossimi sette anni. Uno sforzo particolare sarà dedicato alla crescita e alla competitività, aumentando quest’ultima voce del 37% rispetto al piano finanziario 2007-2013 tuttora in corso. Nel 2016 avrà luogo una revisione del Quadro finanziario 2014-2020, permettendo così al neo-eletto Parlamento, al Consiglio e alla Commissione di riesaminare le priorità per gli anni restanti. Come risultato degli incontri trilaterali degli ultimi 7 mesi è stato stabilito che 70,2 miliardi di euro saranno stanziati per il Programma Horizon fino al 2020.

L’accordo politico europeo sul bilancio a lungo termine, ha portato anche risultati positivi per il futuro del Programma Intelligent Energy all’interno di Horizon 2020, premiando la nostra intensa attività di lobbying su questo argomento. Claude Turmes, Membro del Parlamento Europeo e Relatore per la Direttiva sull’Efficienza Energetica, ha sottolineato nel corso della Settimana Europea dell’Energia Sostenibile che il Parlamento Europeo intende dare maggiore riconoscimento al ruolo degli enti locali nell’ambito del nuovo bilancio. Questo riconoscimento si rifletterà anche nel programma stesso di Intelligent Energy Europe.

Sotto il Programma Horizon 2020 “La Commissione intende assicurare che almeno l’85% del bilancio stanziato per l’energia venga speso in ambito non-fossile e che almeno il 15 % verrà dedicato ad attività legate all’immissione nel mercato di tecnologie per l’energia rinnovabile e per l’efficienza energetica all’interno del programma Intelligent Energy Europe III. Il programma sarà attuato tramite un’apposita struttura di gestione e includerà anche il supporto per l’implementazione delle politiche energetiche sostenibili, per la formazione e per la mobilitazione degli investimenti finanziari e dei finanziamenti stanziati.”

Alleanza per il Clima ha svolto un’intensa attività di lobbying per il proseguimento di questo programma chiave, unica componente che permette di superare il gap esistente tra low carbon R&D e l’ampia diffusione delle innovazioni sul mercato.

Per maggiori Informazioni:
Council approves the MFF agreement
Parliament accepts negotiated MFF 2014-2020 package
Irish clinch deal on EU’s ‘Horizon 2020′ research programme

Premio “Spendere senza soldi”

È stata prorogata fino al 31/07/2013 la scadenza per partecipare all’iniziativa lanciata da Kyoto Club e Coordinamento Agende 21 Locali Italiane che si rivolge ai Comuni che, negli anni 2009-2012, hanno investito con proprie risorse, generando investimenti di terzi nei settori energetico – ambientali, nell’ottica dello sviluppo sostenibile. Saranno premiati gli interventi che abbiano generato i maggiori investimenti di terzi. Il 21 settembre 2013 a Padova, in occasione dell’Assemblea del Coordinamento delle Agende 21 Locali Italiane, si svolgerà la cerimonia di premiazione.

Il progetto Spendere senza soldi, sostenuto dalla Fondazione Cariplo, ha l’obiettivo di far conoscere agli Amministratori e ai tecnici degli Enti Locali le opportunità offerte dagli strumenti di finanziamento disponibili agli Enti pubblici, attraverso l’aggiornamenti dei contenuti, la classificazione degli strumenti e la diffusione di buone pratiche già realizzate. L’obiettivo del Premio è di incoraggiare e stimolare la qualità degli interventi, favorendo percorsi verso modelli di sviluppo locale energeticamente efficienti e compatibili con i cambiamenti climatici in atto.
Per maggiori informazioni

L’Italia dei Comuni che innovano premiata a Roma

Sono stati premiati venerdì 24 maggio, a Roma, i vincitori della seconda edizione di A+CoM, il riconoscimento per i migliori Piani d’azione per l’energia sostenibile italiani (Paes) promosso da Alleanza per il Clima Italia e Kyoto Club per incoraggiare e stimolare le amministrazioni comunali a dotarsi di Piani che siano strumenti di lavoro ambiziosi, qualificati e operativi. I vincitori sono Bologna, Pesaro, Torri di Quartesolo (Vi), Sasso di Castalda (Pz), Treviso e Loceri (Og); menzione speciale per Foiano della Chiana (Ar), Vigonovo (Ve) e per l’Unione dei comuni dell’Entroterra Idruntino (Le).

Ciò che è emerso nel corso della mattinata è il quadro di un Paese che, nonostante tutte le difficoltà, innova e affronta, a partire dalle politiche locali, le grandi sfide globali della sostenibilità e del risparmio energetico. Sono stati presentati alcuni dei progetti più interessanti proposti da Enti “virtuosi” e, allo stesso tempo, per fare il punto sul dibattito sulla politica energetica nazionale. Con un occhio all’Europa, vista la presenza tra i relatori della premiazione di Stephan Kohler, direttore della Dena – Agenzia Energetica Tedesca – braccio destro di Angela Merkel in ambito energetico. Insieme a Kohler, sono intervenuti anche Costantino Lato, direttore Studi, Statistiche e Servizi Specialistici del GSE, Sergio Zabot, direttore del Settore Energia della Provincia di Milano, Filippo Bernocchi, delegato ANCI all’Energia e Rifiuti e Gianni Silvestrini, direttore scientifico di Kyoto Club. A premiare i vincitori, nell’arco della mattinata coordinata dalla giornalista ambientale Silvia Zamboni, anche Annalisa Corrado, di AzzeroCO2, Mariarosa Vittadini, dello IUAV di Venezia, Karl-Ludwig Schibel, coordinatore di Alleanza per il Clima, e Antonio Lumicisi del Ministero dell’Ambiente.

ECORegion, lo strumento di Pesaro per il proprio bilancio di CO2

Pesaro è un comune molto attivo da alcuni anni nella programmazione energetica e nella promozione sul proprio territorio di soluzioni sostenibili. Prova ne è il fatto che, precedentemente e in coerenza al proprio Piano di Azione per l’Energia Sostenibile, ha anche realizzato un Piano Energetico Comunale e si è dotato di un Energy Manager, di un Mobility Manager e di un servizio di Sportello Energia. Il Piano d’Azione per l’Energia Sostenibile è stato presentato alla Commissione Europea alla fine del 2012 e, a Maggio 2013, ha vinto il Premio A+CoM per i comuni sopra i 90.000 abitanti ex aequo con il Comune di Bologna. *

Notizie dai membri
Jesi, come si migliora il Piano della mobilità ciclistica

Al via il Piano Comunale delle piste ciclabili con saggi, gruppi di ciclistici e associazioni ambientaliste a raccolta

È tuttora in corso nel Comune di Jesi una consultazione pubblica per raccogliere idee e suggerimenti (basta scrivere all’indirizzo mail: pisteciclabili@aesinet.it) da parte degli abitanti rispetto al nuovo Piano comunale delle piste ciclabili. Si tratta di un insieme organico di azioni e interventi volti a incrementare l’utilizzo della bici attraverso la realizzazione di percorsi dedicati, attività informative, promozionali e culturali. Per tale progetto è stato costituito uno specifico gruppo di lavoro di tecnici che elaborerà una proposta da sottoporre alla giunta. La situazione attuale vede nel Comune di Jesi alcuni spezzoni di pista, frammentati, scollegati e difficilmente individuabili, oltre alle criticità legate alla pista ciclabile lungo il fiume Esino, che per il tratto che insiste nel Comune di Jesi è in cattivo stato di manutenzione e alcuni punti sono interrotti. “Con il piano della viabilità ciclistica – spiega l’assessore Napolitano – vogliamo individuare una rete gerarchica di collegamento tra le zone residenziali e i punti di attrazione di rilevanza urbana come il centro storico, le aree per lo sport, le scuole, i luoghi di lavoro significativi, la zona industriale, la stazione ferroviaria e quella delle autocorriere, inserendo anche la rivalutazione della pista ciclabile del fiume”.

Il lavoro di raccolta delle opinioni dei cittadini da parte dell’amministrazione pubblica comunale fa seguito a un primo incontro, già tenutosi nel mese di maggio, con ciclisti e associazioni ambientaliste e servirà a redigere la stesura definitiva del Piano.
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Appuntamenti
Colloqui di Dobbiaco
28/29 Settembre 2013 “Intraprendere la grande trasformazione”
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