Sommario
Ecco la quarta edizione del Premio A+CoM: le novità, alla ricerca degli “Esempi di eccellenza”
A metà ottobre per un “nuovo” Patto: save the date!
Uniti per la conversione ecologica
Una buona vita è semplice
Verso Parigi, passando per Lione
Notizie dai Membri – A Ferrara l’urbanistica sostenibile in mostra fino a settembre

Ecco la quarta edizione del Premio A+CoM: le novità, alla ricerca degli “Esempi di eccellenza”

72015_0_ACoM_150x150_1Nei primi tre anni di vita, il Premio A+CoM ha cercato di mettere in risalto i migliori Piani d’Azione Energia Sostenibile. E anche l’edizione 2015 – promossa da Alleanza per il Clima e Kyoto Club, con il patrocinio della Fondazione Cariplo, valorizzerà i PAES più innovativi e qualificati. Quest’anno però il Premio A+CoM vede anche un’importante novità con l’introduzione della sezione “Azioni di eccellenza dei PAES”.

Sono 290 i comuni italiani che hanno fornito alla Commissione europea un rapporto di monitoraggio sull’attuazione dei loro PAES, indicando anche tre azioni che considerano di eccellenza. In pratica sono un 11% dei 2600 comuni che hanno elaborato un PAES, una vera e propria avanguardia di quel terzo di Comuni italiani che hanno definito una propria strategia di de-carbonizzazione. La sezione “Azioni di eccellenza dei PAES” premierà “Esempi di eccellenza” (Benchmark of excellence) in tre categorie: Efficienza Energetica; Mobilità sostenibile; Produzione locale di energia.

La nuova sezione “Azioni di eccellenza dei PAES” presenta una sfida per il comitato tecnico e quello scientifico di A+CoM. L’idea non può essere quella di premiare qualche fiore all’occhiello, un esempio di eccellenza estemporaneo. Questo perché i PAES sono pensati come piani di medio e lungo termine, fino al 2020 ed eventualmente 2030, come guida per un processo articolato di riduzione cmplessiva delle emissioni di CO2 nei vari ambiti. La qualità della politica energetica di una comunità locale sta proprio nell’impegno in tutti settori: mobilità, produzione di energia, efficienza energetica. L’impressione è, guardando gli esempi di eccellenza sul sito eumayors.eu, che molto spesso chi è bravo in un campo fa bene anche negli altri. Questa sezione sarà quindi una preziosa occasione di verificare lo stato di attuazione dei PAES italiani.

Potranno candidarsi al Premio gli enti locali che hanno approvato in Consiglio comunale nel 2014 il proprio Piano di Azione Energia Sostenibile e l’hanno presentato alla Commissione Europea. A far fede sarà la pubblicazione del Piano sulla pagina web www.eumayors.eu. Inoltre, potranno candidarsi gli enti locali che hanno segnalato l’azione nella sezione “Esempi di eccellenza” e che hanno effettuato il primo Rapporto di attuazione del proprio PAES alla scadenza del termine per le candidature al presente bando. A certificare il tutto sarà la pubblicazione delle azioni sempre sulla pagina web www.eumayors.eu.

La scadenza per le candidature è il 27 agosto 2015 – La premiazione si svolgerà il 6 novembre a Ecomondo
Ulteriori Informazioni sul regolamento e presentazione candidature

A metà ottobre per un “nuovo” Patto: save the date!

72015_1_1La Cerimonia 2015 per la firma del Patto dei Sindaci e Mayors Adapt si terrà in Belgio, a Bruxelles

Giovedì 15 ottobre 2015, i rappresentanti delle città che segnano da tempo la strada verso la mitigazione e l’adattamento dei cambiamenti climatici si incontreranno a Bruxelles per lanciare un nuovo Patto dei Sindaci; e lo faranno in una cerimonia dalla grande importanza ecologica, politica e civica.
I punti cardine del nuovo Patto dei Sindaci saranno:

  • Un nuovo obiettivo di riduzione di almeno il 40% delle emissioni di CO2 entro il 2030
  • Includerà entrambi i pilastri della mitigazione e dell’adattamento attraverso l’integrazione del Patto dei Sindaci e di Mayors Adapt
  • Raggiungerà una portata globale, aprendo la partecipazione alle autorità locali di tutto il mondo.

Il nuovo Patto dei Sindaci ha lo scopo di accelerare il cammino verso l’abbassamento delle emissioni di carbonio, la creazione di sistemi energetici resilienti e inclusivi, nonché verso un’Europa maggiormente resistente ai cambiamenti climatici. Inoltre, il Patto sosterrà la posizione dell’UE nei negoziati che dovranno portare a un accordo internazionale sui cambiamenti climatici alla COP 21 di Parigi in dicembre.

Come detto, la cerimonia avrà luogo a Bruxelles durante l’evento Open Days – Settimana europea delle regioni e delle città. Si metterà in evidenza il ruolo centrale degli enti locai nella transizione energetica e nella lotta ai cambiamenti climatici; verranno riconosciuti i loro sforzi nel migliorare competenze, organizzazione e capacità di rispondere agli inevitabili impatti climatici avversi.

I posti per la partecipazione all’evento sono limitati. Le iscrizioni saranno aperte ad inizio settembre 2015 sul sito web del Patto dei Sindaci (www.eumayors.eu) dove sono anche disponibili i dettagli del programma e le informazioni pratiche. L’iscrizione è obbligatoria e non è trasferibile. Una versione preliminare dell’agenda a questo link.

Per ulteriori informazioni: Helpdesk italiano del Patto dei Sindaci, tel. 075.8507965, info@eumayors.eu

Uniti per la conversione ecologica

72015_2_1di Karl-Ludwig Schibel

L’enciclica Laudato Si’ di Papa Francesco è di grande incoraggiamento e ispirazione per chi lavora nell’ambito della protezione del clima a livello locale. Il documento riprende e presenta, con un linguaggio chiaro e forte, i principi guida che negli ultimi venticinque anni hanno indirizzato Alleanza per il Clima, a volte però passata come un’organizzazione con tanta buona volontà spesso lontana dal principio di realtà. La nostra partnership con i popoli indigeni delle foreste pluviali, ad esempio, è stata percepita in alcuni casi come un aspetto folcloristico e comunque secondario se confrontato alle “cose serie”, come la mitigazione delle emissioni nei paesi industrializzati.

Laudato Si’ afferma ed elabora lo stretto nesso tra degrado umano e degrado ambientale, e insiste sulla particolare relazione tra la natura e la società che la abita. Oggi, infatti, i nostri amici indigeni hanno molti sostenitori e la loro voce trova ascolto proprio perché negli ultimi anni si è diffusa la consapevolezza che siano gli unici che sappiano gestire le foreste pluviali in modo sostenibile.

Le due conferenze della Pontificia Accademia delle Scienze Sociali, tenutesi il 21 e 22 luglio, “Schiavitù moderna e cambiamenti climatici: l’impegno delle città” e “Prosperità, popolazione e pianeta nelle città” hanno visto una platea impressionante di sindaci di tutto il mondo prendere degli impegni per contrastare la crisi del clima e le nuove forme di schiavitù, creando di nuovo questo legame tra crisi ecologica e crimini contro l’umanità, mettendo soprattutto in evidenza il ruolo cruciale dei centri urbani come attori principali.

Questo riconoscimento del ruolo degli enti locali, un altro paradigma centrale dell’Alleanza per il Clima, che trova conferma in questi mesi precedenti alla COP 21 di Parigi, naturalmente suscita grande soddisfazione anche se mancano nel discorso le città medie e piccole. Negli ultimi decenni in Europa, e non solo lì, sono stati i centri minori che hanno quasi sempre trovato e realizzato le soluzioni più avanzate riguardo politiche energetiche e sociali, mobilità dolce ma anche di partecipazione democratica. Economicamente e politicamente – è ovvio – New York, Parigi, Pechino, Tokyo, Berlino, Sao Paolo, Roma e Bogotà hanno pesi specifici molto importanti; però sono anche realtà che non si prestano a sperimentare nuove soluzioni proprio per le loro dimensioni e per la mancanza di agilità e di soluzioni a misura d’uomo.

Molto più probabilmente saranno Freiburg, San Benedetto del Tronto, Graz, Oslo, Oxford, Firenze, Nantes e Bolzano a sviluppare e realizzare nei prossimi anni strategie vicenti di de-carbonizzazione per arrivare a metà secolo a emissioni zero o quasi. Le politiche amministrative, nelle parole del sindaco di Firenze Dario Nardella nella conferenza del 21 luglio in Vaticano consentono «di contrastare i cambiamenti climatici e le diseguaglianze che ne derivano. Solo un approccio integrato – sottolinea il primo cittadino gigliato – può portare ad un cambio di passo. Solo se ci mettiamo insieme, possiamo identificare soluzioni comuni».

La necessità di agire ormai è diventata patrimonio comune. Purtroppo ancora le politiche climatiche stanno più al centro dei discorsi dei sindaci, in occasione delle conferenze high level che tanto vanno di moda, che non delle politiche amministrative quotidiane. Negli ultimi 25 anni – abbiamo celebrato il compleanno nell’assemblea annuale a Dresda – i comuni membri di Alleanza per il Clima hanno sviluppato le strategie e gli strumenti che oggi permettono una politica dello sviluppo urbano che porta fuori dal carbonio e darà un futuro ai nostri centri urbani e, si spera, al pianeta.
Per rivedere le due conferenze via youtube.

Una buona vita è semplice

72015_3_1Il dibattito sullo stile di vita eco-compatibile spesso sa di rinuncia e si alimenta di una sotto-corrente moralistica. Alleanza per il Clima non è d’accordo. Nella nuova campagna “overdeveloped”, una serie di manifesti presentano in un modo semplice e attraente una serie di esempi positivi su come integrare azioni quotidiane a favore del clima e come cambiare life-style in aspetti legati alla mobilità, all’alimentazione, all’uso e consumo di energia.

Il 2015 non è solo l’anno europeo per lo sviluppo ma anche l’anno degli obiettivi dello sviluppo sostenibile (Sustainable Development Goals). La campagna europea “Una buona vita è semplice” vuole rivolgere l’attenzione a questo momento storico con proposte basate su un ripensamento di tante abitudini che costituiscono una falsa normalità, senza alzare il dito. Certo non è facile! Alleanza per il Clima Italia ha curato la versione italiana che in questi giorni sarà online (www.overdeveloped.eu) e può essere scaricata per la stampa. Siamo curiosi di sentire le vostre impressioni, commenti e suggerimenti.

Verso Parigi, passando per Lione

72015_4_1Il vertice mondiale del Clima e territori (World Summit on Climate and Territories), tenutosi il 1 e 2 luglio 2015 a Lione, è stata una grande opportunità, in particolare per attori non statali e autorità locali, di presentare proposte convincenti per la prossima conferenza sui cambiamenti climatici di Parigi (COP21). Come uno degli organizzatori del summit, Alleanza per il Clima ha contribuito attivamente al dibattito e sostenuto le domande dei suoi membri per i negoziati internazionali e anche organizzato due eventi.
Qui potrete trovare i documenti pubblicati.

Più di mille persone hanno partecipato al vertice, tra cui politici di tutto il mondo. Nel gruppo dei relatori c’erano il vicepresidente della Commissione europea Maroš Šefčovič e il segretario esecutivo dell’UNFCCC Christiana Figueres (nella foto). Il presidente francese Francois Hollande ha sostenuto l’accesso diretto delle città al Fondo verde per il clima e così ha ripreso una delle principali domande dell’Alleanza per il Clima per i negoziati. Insieme a Figueres, ha assicurato agli attori non statali e alle autorità locali il suo sostegno; inoltre ha annunciato che troveranno ascolto nei negoziati sui cambiamenti climatici di Parigi.

Si è tenuto poi il Workshop sulle sfide legate alle foreste: Alleanza per il Clima ha organizzato, insieme a COICA e WWF, uno scambio di opinioni molto proficuo sulle sfide legate alla conservazione delle foreste. «Siamo i migliori medici del mondo. Ci prendiamo cura della climatizzazione naturale. Aiutaci a salvare vite umane», ha detto Edwin Vásquez, Coordinatore Generale del COICA, nella sua relazione durante il laboratorio. Ha ricevuto una vera e propria standing ovation da parte dell’assemblea plenaria!

Spazio anche al side Event “Il Patto dei Sindaci diventa globale”: organizzato da Alleanza per il Clima e le reti di città partner è stato un vivace dibattito circa il successo attuale e il potenziale futuro del Patto dei Sindaci. Hanno partecipato all’incontro il Vice-presidente della Commissione europeo Maroš Šefčovič, il ministro all’ambiente del Lussemburgo Carole Dieschbourg. Julie Laernoes, vicepresidente di Nantes Metropole e membro della presidenza di Alleanza per il Clima, ha presentato le proposte dei membri sul futuro dell’iniziativa. «Il Patto dei sindaci dovrebbe includere la cooperazione decentrata come elemento chiave» ha detto Laernoes.

Notizie dai Membri – A Ferrara l’urbanistica sostenibile in mostra fino a settembre

72015_5_1Uno sviluppo territoriale equilibrato non è pensabile senza una pianificazione che di volta in volta sappia coniugare pochi principi – riduzione delle emissioni di CO2, mobilità dolce, inclusione sociale – con le esigenze concrete della città. La pubblicazione dell’ISPRA dal titolo “Pianificazione locale L’A21L e la nuova generazione di piani”, presenta Ferrara come caso esemplare di un’urbanistica sostenibile sviluppata ormai da anni; parte nel 1975 e passo dopo passo inserisce nelle scelte strategiche nuovi elementi e progetti che offrono tante opportunità e risposte ai problemi che si presentano nel tempo.

Ad esempio, un problema affrontato da molte città sono i capannoni e le aree produttive dismesse. La più grande tentazione è quella di abbandonare e lasciar andare in rovina le strutture che non servono e costruire ex novo per le esigenze attuali. I risultati però sono consumo di suolo e creazione di zone, già prive di qualificazione architettonica in passato, che adesso vivono un crescente degrado.

Per questo il comune di Ferrara ha raccolto numerosi elaborati del Dipartimento di Architettura e li ha collocati nell’esposizione “Progetti di riqualificazione urbana delle aree produttive dismesse della zona dell’ex Foro Boario”, ancora aperta fino al 7 settembre.

Per maggiori informazioni visitare il quotidiano online del Comune di Ferrara e il sito web.

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